1. L'origine di essere d'acqua
La Laguna di Venezia e le sue Valli da pesca sono un universo anfibio e fluttuante. Elusivo. Intimo. Spesso inaccessibile. Uno spazio sospeso tra acqua e terra, dove i confini non sono linee ma zone di passaggio. Dove la nebbia non nasconde soltanto: protegge. La città domina lo sguardo. La Laguna resta ai margini. Silenziosa. “Per conoscerla e raccontarla ho ritenuto necessario avvicinarmi. Immergermi nel suo universo liquido. Farmi cullare dalle onde, affondare i passi nel suo grembo limoso. Farmi io stesso anfibio. Granchio tra i granchi. Essere d’Acqua nasce da questo gesto: non osservare da fuori, ma abitare.” (Paolo Spigariol)
2. COS’È UN FILM FOTOGRAFICO
Essere d’Acqua è un film fotografico in formato cinemascope della durata di 65 minuti, dedicato alla Laguna di Venezia (Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1987). È un racconto visivo e sonoro che unisce fotografia, musica e parola in un’opera che sfida i confini tra cinema e arte visiva. Non è un documentario, e nemmeno un film convenzionale: è una narrazione poetica fatta immagini fotografiche autentiche, montate in sequenza cinematografica e intrecciate a musiche, testi e paesaggi sonori. Una narrazione scandita dal ritmo delle stagioni e delle maree, dal respiro della laguna e delle sue creature. La Laguna non è scenario ma organismo. Non sfondo, ma corpo mutevole, meticcio, vivo.
3. IMMAGINI E PAESAGGI SONORI
L’archivio fotografico da cui nasce Essere d’Acqua prende vita negli anni ’80. Quando la Laguna ancora gelava. Quando non c’erano i fenicotteri né gli ibis sacri. Centinaia di uscite, in tutte le stagioni, ad ogni ora del giorno e della notte, con ogni condizione atmosferica. Quando il tempo e la diversificazione contavano più della quantità. Era la durata dell’osservazione a costruire il racconto. Accanto alle immagini, un archivio di suoni e voci: richiami di uccelli, idiomi veneziani, canti, lavoro, vento, acqua, silenzi. Un lessico lagunare nato per orientarsi nell’acqua. Parole precise e instabili insieme. Tecniche, quotidiane, sonore. Parole vive, restituite alle immagini e ai loro paesaggi sonori.
4. IL GRANCHIO E L’UOMO-GRANCHIO
Il granchio è il simbolo di questo mondo anfibio. Creatura laterale, resistente, capace di abitare l’acqua e la terra. Accanto a lui si muove Ciano Mazaneta, l’uomo-granchio la cui storia attraversa il film in sei episodi. Personaggio tratto dal volume “Lagunario” di Isabella Panfido, voce veneziana che guida tra seraje e vieri, tra pesca, attesa e trasformazione. La dimensione naturalistica e quella narrativa si intrecciano. Il granchio diventa figura. L’uomo-granchio diventa simbolo. La Laguna si racconta attraverso chi la abita e attraverso chi ha imparato a farsi acqua.
“Acqua che sana e ammala,
acqua che nutre e insegna,
acqua canaglia, acqua innocente,
acqua sempre diversa,
acqua meticcia.”
Isabella Panfido, Lagunario
Gli Autori
Essere d’Acqua è una produzione Gialloquasiarancio e Controcampo in collaborazione con Sample. La regia è di Enrico Soci e Paolo Spigariol, i testi di Isabella Panfido e le musiche originali sono di Giuseppe Laudanna. Le voci narranti appartengono a: Isabella Panfido, Marco Balzarotti, Debora Magnaghi, Giorgio Bertan, Sandra Mangini, William Carrer e Luigi Penzo. Nel ruolo di vocalist: Katy Marcante. Essere d’Acqua è stato realizzato con il contributo di Carla Buonpensiere e Manfredo Fanti.
Paolo Spigariol
autore, fotografo e regista
Enrico Soci
regista
Isabella Panfido
scrittrice, poetessa e voce narrante
Giuseppe Laudanna
compositore
I Protagonisti
Protagonisti di questo film fotografico sono i tanti “esseri d’acqua” – umani, animali e vegetali – che appartengono e si identificano in questo arcipelago di biodiversità e di saperi, di vite, di voci e di racconti che si intrecciano senza clamore. In equilibrio. Da secoli. Schivi interpreti, inconsapevoli perlopiù, e poco inclini a farsi riprendere.
Sgarza ciuffetto
(Ardeola ralloides) Piccolo airone non molto comune. Nidifica nelle garzaie assieme ad altre specie di ardeidi.
Limonio
(Limonium sp.) Le sue fioriture lilla colorano le barene durante l’estate. Da questa pianta deriva anche il miele di barena.
Satiro di mare
(Tethys fimbria) Tra i nudibranchi più grandi del Mediterraneo. Affascinante la sua “danza” nell’acqua.
Ciano Mazaneta
L’uomo-granchio. Figura sospesa tra realtà e racconto. Custode di gesti antichi, di attese e di silenzi. Attraverso la sua storia la Laguna si rivela come luogo di lavoro, di memoria e di trasformazione.
Salicornia
(Salicornia sp.) È una pianta alofita, non un’alga, una sorta di cactus in miniatura che trattiene acqua salata. Veniva utilizzata nella dieta dei naviganti veneziani. Oggi è molto apprezzata anche in cucina.
Cavalluccio Marino
(Hippocampus sp.) “Cavalmarin” in dialetto, oggi molto raro ma un tempo comunissimo nelle acque lagunari. In passato veniva utilizzato anche nella medicina popolare.
Pinna nobilis e zostera
La più grande conchiglia bivalve del Mediterraneo, chiamata stura o palostra in dialetto. Vive conficcata verticalmente nel fango tra le praterie di zostera (grisa o strigo).
Capivalle e Vallesani
Custodi delle valli da pesca. I loro saperi si tramandano oralmente da secoli. Oggi questa cultura antica è sempre più rara.
Spirografi
(Sabella spallanzanii) Sembrano fiori, ma sono anellidi, cioè vermi marini. Vivono all’interno di un tubicino dal quale emerge il ciuffo branchiale, utilizzato per respirare e catturare il cibo.
Gruccioni
(Merops apiaster) Tra gli uccelli più colorati del Mediterraneo. Cacciano insetti al volo e arrivano in Laguna a tarda primavera per nidificare.
Granchio verde
Una delle presenze più caratteristiche della laguna. Resistente, adattabile, capace di vivere tra acqua e terra. Non è soltanto una specie: è quasi una metafora di questo mondo anfibio.
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